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Incontro con l'arpista Marianne Gubri

Marianne Gubri - arpistaMarianne Gubri - arpista

Siamo lieti di pubblicare la nostra intervista a Marianne Gubri, arpista francese diplomatasi nel 1997 presso il Conservatorio di Lannion e specializzata in arpa celtica antica a corde metalliche. Marianne ha in seguito studiato l'arpa medievale, rinascimentale e barocca a Parigi, Tours, Neuburg e Verona e, nel 2002, ha conseguito il diploma in Arpa antica presso il Conservatorio di Tours e il Diplôme d'Etudes Approfondies in Musicologia presso l'Università F. Rabelais di Tours. 

A portarla in Italia è stata la collaborazione tra l'Università di Tours e l'Università degli Studi di Bologna, con l'istituzione di un Dottorato di Ricerca in Musicologia. Marianne Gubri è autrice di numerosi saggi, mostre e traduzioni nel campo dell'iconografia musicale.

Dal 2006 Marianne Gubri è insegnante di arpa rinascimentale al Conservatorio di Ferrara e di arpa celtica alla Scuola di Arpa "Arpeggi" di Bologna da lei stessa fondata nel 2008.

Musicista raffinata e dalla voce incantevole, Marianne si dedica anche alla musica per matrimoni, ed è in questa veste che BolognaNozze.it ha scelto di intervistarla, approfondendo con lei alcuni aspetti che possono chiarire tanti dubbi ai futuri sposi nell'affrontare la scelta della "colonna sonora" del loro matrimonio.

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L'intervista

Cara Marianne, da diversi anni ti occupi di musiche e brani da suonare e cantare durante i matrimoni. Potresti descriverci come formuli la tua proposta musicale agli sposi che ti contattano, come costruisci il tuo rapporto con loro?

Mi piace cominciare ascoltando i futuri sposi, le loro esigenze, i loro gusti, per rendere il più personale possibile il loro evento. Innanzitutto bisogna definire se si tratta, ad esempio, di musica per la cerimonia religiosa, che è la più precisa dal punto di vista dell'accompagnamento musicale (la cerimonia religiosa è scandita da una decina di brani circa) e il genere di repertorio (sacro e classico). Per la cerimonia civile, così come per l'aperitivo o il ricevimento, il repertorio e le tempistiche sono decisamente molto più libere.
Per quanto mi riguarda, mi piace proporre brani di musica celtica, sud-americana, o d'influenza jazz e moderna. Quando gli sposi si trovano a decidere il repertorio musicale per il loro matrimonio, dovrebbero al tempo stesso cominciare a pensare ai diversi musicisti che potrebbero suonarlo: dal solista (pianoforte, arpa, organo), ai duetti (con la voce, il violino, il flauto, il violoncello, il duo di arpe) oppure gruppi più importanti (coro, band...), secondo le loro preferenze. E' fondamentale per me incontrarmi con i futuri sposi e far ascoltare loro lo strumento che suono, scegliere i diversi brani ecc., almeno due mesi prima della celebrazione. In seguito, i contatti saranno mirati a definire gli ultimi accordi (con il Parroco, il Sindaco o l'Assessore e il Proprietario della location) e i dettagli tecnici. Il giorno del matrimonio tutto deve essere pronto. Preferisco arrivare molto in anticipo per posizionare l'arpa con calma, accordarla e aspettare gli sposi!

Per quanto riguarda le musiche da eseguire durante la cerimonia in chiesa, qual è, in generale, il grado di preparazione degli sposi e quali sono le richieste più comuni?

Molti futuri sposi hanno le idee molto chiare per quanto riguarda il repertorio e mi chiedono spesso alcuni brani famosi come l'Ave Maria diSchubert (anche se questo brano dovrebbe essere suonato alla fine della celebrazione), l'Aria sulla Quarta Corda di Bach o la Marcia Nuziale di Wagner e di Mendelssohn. In realtà ci sono tanti brani di musica sacra barocca e classica che possono adattarsi meravigliosamente ai diversi momenti, creando atmosfere allegre, per esempio per lo scambio degli anelli, lo scambio della pace o la fine della celebrazione (penso a Handel, Mozart, Purcell...), oppure atmosfere intensamente spirituali, durante l'offertorio e la comunione (per esempio Vivaldi, Corelli, Franck...), pur rimanendo sempre molto orecchiabili. Spesso mi viene richiesto di accompagnare il coro, con il loro repertorio abituale, oppure di intonare semplicemente l'"Alleluia", il "Santo" e l'"Agnello di Dio".

Mi pare di capire che, indipendentemente dallo stile musicale che gli sposi prediligono, è fondamentale affidarsi a musicisti professionisti, che sappiano coordinare le richieste della coppia con le esigenze del parroco e le regole che il luogo sacro impone, e che sappiano interpretare lo stile musicale che gli sposi desiderano per il ricevimento o per la cerimonia civile.

L'esperienza mi ha dimostrato che la musica è un sostegno importante e decisivo nel giorno del matrimonio, eppure deve sapere rimanere leggera e suggestiva senza porsi più di tanto in primo piano. Oltre a conoscere bene i brani, lo stile, le circostanze a secondo del luogo dove andrà a suonare, il musicista deve avere la capacità di interagire con gli imprevisti, di capire quanto è il momento di suonare o di interrompersi, di adattare il volume all'ambiente nel quale suona e, compito delicato, di sentire e di influire sull'atmosfera e l'intensità dell'evento.

                                                                                         Intervista a cura di Daniela Argiropulos